servizi di qualità, ma pesa il sotto-organico

Il settore della salute mentale nelle Marche continua a fare i conti con un deficit di personale sanitario nei propri Dipartimenti (DSM). Stando alle ultime rilevazioni della Società Italiana di Psichiatria (SIP), presentate a Roma e riferite al 2024, la regione conta solo 47,6 operatori ogni 100.000 residenti, a fronte di un parametro italiano medio di 66,2. Si tratta di un gap che sfiora il 30%.

Questa carenza di organico impatta direttamente sulla capacità di prevenzione e risposta del territorio:

  • Nuova utenza intercettata: 25,7 persone ogni 10.000 abitanti (contro la media nazionale di 55,4).

  • Ricorso alle cure d’urgenza: 27,7 accessi al pronto soccorso ogni 1.000 abitanti, un dato più che doppio rispetto ai 12,7 registrati a livello nazionale.

Un’efficienza clinica che regge la pressione

Nonostante la carenza di forze, il modello assistenziale marchigiano mostra una tenuta qualitativa notevole. I dati mettono in luce diversi punti di forza:

  • Basso tasso di Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO): si attesta allo 0,8 ogni 10.000 abitanti, al di sotto della media italiana.

  • Continuità assistenziale: i Centri di Salute Mentale erogano in media 22,3 prestazioni per paziente, superando lo standard nazionale.

  • Riconflitto ospedaliero contenuto: le riammissioni a breve (7 giorni) e medio termine (30 giorni) rimangono limitate rispettivamente al 5% e al 10,6%.

L’analisi dell’esperto e la risposta per i più giovani

Come sottolinea Umberto Volpe, coordinatore della SIP Marche e direttore della Clinica Psichiatrica dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona, la sotto-dotazione di personale è il nodo centrale della situazione regionale. È proprio questa carenza a spiegare perché, a fronte di un’incidenza non elevata di patologie psichiatriche, si registri un forte affollamento nei pronto soccorso e una minore tempestività nel prendere in carico i nuovi casi.

Per rispondere a questa emergenza e puntare sulla prevenzione precoce, la Clinica Universitaria ha orientato il proprio raggio d’azione verso la fascia d’età 15-24 anni. Tra le iniziative avviate figurano:

  • La creazione di un’unità dedicata alla psichiatria di transizione per l’adolescenza.

  • Ambienti di ricovero e servizi ambulatoriali specifici per gestire i primi esordi psicopatologici o i soggetti a rischio elevato.

Un’impostazione che dimostra l’efficacia del sistema sul piano della qualità del servizio erogato, ma che — conclude il professor Volpe — necessita di un potenziamento strutturale di risorse e personale per garantire un accesso diffuso e tempestivo a tutta la popolazione.

Un po’ di storia

Un po’ di storia

Le radici del cambiamento: l’Umano prima dell’etichetta Nato a Venezia nel 1924, Franco Basaglia si laureò in medicina a Padova nel 1943. Durante gli studi fu profondamente influenzato dalla filosofia esistenzialista di Jean-Paul Sartre, incentrata sulla libertà…